La marcatura CE dei prodotti da costruzione (parte 2)

01.01.2004
Autore: M. Ferretti

A fronte del diffuso clima di incertezza riguardo l'obbligatorietà o meno della marcatura CE dei prodotti da costruzione, riteniamo opportuno fare seguito al precedente articolo pubblicato sul tema, per cercare di fare un po’ di chiarezza sull’attuale situazione Italiana.

Per fare ciò ci avvaliamo delle più recenti pubblicazioni in merito e, in particolare, delle precisazioni contenute in una recente circolare dell'ANCE nazionale, della Circolare 5 agosto 2004 del Ministero delle Attività Produttive pubblicata nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n.216 del 14 settembre 2004, e di un articolo dell’UNI pubblicato sul suo sito web il 30 agosto 2004.

Come noto, sulla G.U. del 23 aprile 2004, è stato pubblicato il Decreto del Ministero Attività produttive del 7 aprile 2004, riportante l'elenco di 89 norme europee armonizzate (EN) sui prodotti da costruzione con indicazione delle corrispondenti norme italiane (UNI EN) di recepimento e delle relative date di 'fine periodo di coesistenza' con eventuali norme nazionali, ovvero le date entro le quali diverrebbe obbligatoria la messa in vendita e l'uso di prodotti con attestazione di conformità e marchio CE, come previsto dal D.P.R n.246/93.

In Italia, così come del resto anche nei diversi Paesi UE, per una completa entrata in vigore della direttiva comunitaria, oltre a tali azioni (recepimento a livello nazionale delle norme armonizzate e pubblicazione dei riferimenti nelle rispettive G.U.), le autorità competenti, devono stabilire attraverso decreti nazionali, quali caratteristiche essenziali contenute nell’appendice ZA delle norme armonizzate sono applicabili sul loro territorio (e per le quali quindi devono esserne dichiarati i valori dal produttore) e quali caratteristiche invece non lo sono.

II D.P.R. 246/93 prevede infatti, all'art.6 comma 4, che con Decreto dei tre ministeri coinvolti nell'attuazione della direttiva (Ministero infrastrutture e Trasporti, Ministero dell'Interno, Ministero delle Attività produttive) siano indicati, per ogni norma armonizzata, ì metodi di controllo della conformità dei prodotti (ovvero le caratteristiche essenziali contenute nell’allegato ZA) ed il sistema di attestazione da adoperare.

Ad oggi tuttavia il decreto previsto dall'art. 6 non è stato ancora pubblicato.

Per sopperire a tale mancanza il Comitato Costruzioni UNI si è fatto parte attiva definendo una proposta sui criteri di recepimento delle appendici ZA delle norme, quale indicazione da sottoporre alle Autorità competenti, nel quale sono riportati gli obblighi esistenti secondo le disposizioni nazionali cogenti esistenti e le proposte di introduzione di obbligo laddove i requisiti siano richiesti secondo prassi consolidata negli specifici settori di applicazione.

In allegato viene riportato il quadro di sintesi e il dettaglio delle indicazioni fornite dagli Organi Tecnici UNI, così come pubblicato sul supplemento ordinario alla G.U. n.216 del 14/09/2004.

A nostro avviso, tali indicazioni possono costituire, in assenza di precise prescrizioni da parte delle Autorità competenti, un validissimo punto di riferimento per i produttori e per le imprese di costruzione.

Come si legge infatti nell’articolo dell’UNI, nei mesi di luglio e agosto vi è stata un’intensa attività da parte delle Autorità competenti negli adempimenti riguardanti l’abilitazione di organismi ad emettere rapporti di prova e/o certificazioni di conformità del controllo di produzione in fabbrica per diverse famiglie di prodotti da costruzione coperti dalle norme armonizzate della direttiva 89/106.

Delle 23 famiglie di prodotto interessate, sono una dozzina quelle per cui sono già stati abilitati almeno 3 o 4 organismi. Le principali riguardano i serramenti, i prodotti per l’isolamento termico, i camini (canne fumarie), i sistemi di rivelazione, segnalazione ed estinzione incendi, i prodotti per muratura, i prodotti per rivestimenti di pavimenti e pareti e gli aggregati.

A nostro avviso, tale situazione rappresenta un forte segnale da parte delle Autorità, sulla volontà di procedere con il definitivo recepimento della direttiva comunitaria.

Il consiglio che diamo quindi a tutti i produttori, è quello di prepararsi all'applicazione delle norme armonizzate, individuando quali di queste sono applicabili ai propri prodotti, acquisire tali norme, dotarsi di un 'sistema dì controllo della produzione di fabbrica' seguendo le specifiche contenute in appendice alle norme, identificare (affidandosi per ora alle indicazioni degli Organi Tecnici UNI allegate al presente articolo) le prove da affidare a laboratori esterni e quelle da svolgere all'interno.